Aspromarathon

Reggio Calabria   16-5-2021
ARIAS di festa all'Aspromarathon

STRETTO nella morsa dei colombiani: primo Arias Cuervo, secondo Paez. Il campione del mondo e il suo fido scudiero dettano legge dal primo all’ultimo metro in una bellissima edizione della Aspromarathon, organizzata alla perfezione dai ragazzi del team Rolling Bike.

La partenza lungo il “chilometro” più bello d’Italia è ad andatura controllata. Uno sterrato in leggero falsopiano, appena fuori il centro cittadino, dà il via alla bagarre. Il terreno è sabbioso e scorrevole, ma la presenza di torrenti e pozzanghere stressa i componenti meccanici delle bici.

I bikers guadagnano quota tra le montagne argillose, in un canyon tra i calanchi, mentre il sole picchia forte sulle loro teste.

Il ritmo è alto e quando la sabbia lascia spazio al pietrisco ha inizio la prima vera salita: un susseguirsi irrequieto di tornanti man mano più insidiosi e ripidi. Paez e Arias imprimono un ritmo altissimo e dopo appena 500 metri lasciano la compagnia. Dietro di loro riescono a contenere il distacco il giovane Saitta, davvero pimpante in questa prima parte di stagione, ed i più esperti Colonna, padrone di casa, e Cominelli, fresco vincitore della Trinacria Race. La gara è gara, gli inconvenienti non stanno ad aspettare: intorno al decimo chilometro Colonna è costretto al ritiro a causa della rottura della catena.

L’altimetria sale, ma i piccoli tratti in falsopiano e in asfalto permettono ai bikers di tirare il fiato e di riprendere ossigeno prima della seconda salita che li scorterà alla quota massima di giornata: 1310 metri.

Il paesaggio, improvvisamente, cambia, d’un tratto i bikers sono catapultati in un altro mondo. Il terreno da polveroso diventa scuro, nero. I raggi del sole ora riescono con difficoltà a penetrare nel bosco fittissimo, si pedala per circa dieci chilometri nel buio. La fatica, invece, si vede e si sente tutta.

Con Paez e Arias ormai distanti, Saitta riesce lungo la salita a mettere un po’ di terreno tra sé e Cominelli.

Dietro di loro, Di Salvo e Ragnoli, inseguono poco distanti.

Nella discesa dopo il Gpm (km 36) il terreno è piuttosto viscido e a farne le spese è Saitta. La caduta in un tratto piuttosto veloce gli fa perdere il terzo gradino del podio (arriverà quarto alle spalle di Cominelli).

I guadi non sono finiti e in alcuni la bicicletta è costretta ad un ennesimo, forzato e anticipato, lavaggio a secco, che abbinato alla polvere “dona” ai fortunati il temuto effetto smeriglia su catena, cambio e pignoni.

La gara però non è finita, c’è ancora da soffrire, resta da affrontare l’ultima salita di tre chilometri.

Nella prima parte l’erba alta si guadagna spazio tra i pignoni, nella seconda la pendenza si fa sempre più ostica.

I 2000 metri di dislivello già metabolizzati in ogni muscolo del corpo e il sole, ritornato prepotentemente in scena, hanno ormai azzerato le poche energie rimaste, ma è quasi fatta!

Gli ultimi 10 km sono a picco verso il traguardo, ma tra i meno dieci e i meno cinque chilometri i bikers hanno il lusso di “sedersi tra i banchi universitari” della mountain bike. Davanti ai loro occhi una discesa spettacolare, da cinque stelle, tra le più belle d’Italia. Adrenalinica, tecnica e paesaggisticamente unica.

Chicane, paraboliche e cambi di pendenza improvvisi. I bikers sfrecciano, senza paura, come dei kamikaze sul crinale della montagna, tra le ginestre giallissime e le siepi infinite di fichi d’India.

E se non bastasse… sullo sfondo possono ammirare lo Stretto, l’Etna e Stromboli: un dipinto d’autore, magico, sensazionale.

Grande spettacolo anche tra le donne. La siciliana Gesualda Sinardo riesce a mettere alle sue spalle la forte compagna di team Elizabeth Simpson (Team Mongibello) e la campana, di “estrazione” triathlon, Nunzia Gammella (Bike & Sport).

La Aspromarathon è ufficialmente diventata grande!

Anche la seconda gara del Trofeo dei Parchi Naturali ha superato a pieni voti la prova. Ci vediamo il 30 Maggio, alla Marathon Bosco delle Pianelle, a Martina Franca, per la terza del Trofeo.

 P.s.

E mentre i due colombiani giungono in parata sull’arrivo posto nell’Arena dello Stretto, un altro colombiano, Egan Bernal, si aggiudica una tappa del Giro d’Italia indossando la sua prima maglia rosa.

Davvero una gran figata, per usare il motto di Roberto Gallo, re del tuning, presente a Reggio Calabria in supporto degli atleti del Team Giant Polimedical.

E chissà, magari, che d’ora in poi, il 16 Maggio lo eleggeremo come la giornata dei bikers colombiani ?!

A questo link la classifica completa: 

https://www.mtbonline.it/Risultato/1485/1/