Tommaso Elettrico conquista la "cima" dell'Everest

Un caldo così asfissiante sull'Everest non si era mai sentito prima. Punte di quaranta gradi e non meno di trenta gradi all'ombra. Tommaso Elettrico, 33 anni, di Matera, per mettere la firma tra i conquistadores dell' Everesting ha dovuto vincere oltre al dislivello anche il clima infuocato della sua terra.

La salita

Dal Lago di San Giuliano a Grottole

La salita di Bosco Coste si trova nella provincia di Matera, nel comune di Grottole. Lasciando alle spalle il lago la strada sale per 3500 metri.

Ripida e senza tornanti

La salita che Elettrico ha dovuto conquistare per ben 26 volte non presenta nessun tornante di rilievo e in discesa quasi non occorre usare i freni. Solo negli ultimi 200 metri la strada tende a spianare.

Pendenza quasi sempre a doppia cifra

La salita ha un dislivello positivo di 342 metri e una pendenza media del 9.8%. Il primo chilometro è al 7.6%, il secondo chilometro al 10%, il terzo al 12,3 %, gli ultimi 500 metri sono all' 8%.

Si parte all'alba

L'inizio della sfida è fissato alle 6 del mattino, per evitare -parole di Tommaso- il più possibile il caldo delle ore centrali della giornata. Tommaso conosce bene la salita, poco distante dalla sua Matera, ed  è consapevole di avere un ottimo stato di forma. Per conquistare il dislivello positivo di 8848 metri dovrà salire e scendere per ben ventisei volte.

Le prime ore

Sono le 7, i primi 1000 metri di dislivello sono ormai alle spalle. Il ritmo di Tommaso è alto, ma sempre preceduto dalla lunga ombra che il sole alle sue spalle disegna sull'asfalto. Un'ombra che pur cambiando direzione non lo mollerà per un secondo. Il caldo, avversario non previsto, comincia a sentirsi e alle 8 il termometro segna già 30 gradi.  Intorno, non c'è un filo di vento e le pale eoliche che svettano in cima sembrano proprio aver preso una giornata intera di riposo. Tommaso sembra quasi non accorgersi delle condizioni che lo circondano e nelle prima quattro ore si alimenta bene e non delude la tabella di marcia.

La seconda parte della sfida

Metà Everest è raggiunto. Il ritmo di Tommaso in salita è costante, sempre intorno ai 250 watt, tanta roba per un passista-scalatore di 62 kg. In discesa, invece, Tommaso non riesce a fare la velocità sperata. I 70 orari, di media, sono un po' pochini per sperare nel gran tempo. Eppure ben presto l'atleta lucano si convincerà che il suo avversario di oggi non è più il cronometro quanto, piuttosto, il termometro, che prima di mezzogiorno si assesta intorno ai 40 gradi. Le borracce d'acqua presto non si conteranno più, quasi una per ascesa, e alla fine saranno oltre dieci i litri bevuti oltre ai tanti che con il suo amico-collega Yan gli verserà addosso per evitare qualsiasi principio di incendio. Si! Il rischio era esattamente quello di prendere fuoco.

Chi trova un amico

L'afa continua, le temperature alte stanno azzerando ogni residuo di energie mentali. Le gambe ci stanno, ma il caldo secco, asfissiante, azzera la lucidità e aumenta a dismisura la sensazione di fatica. Fare il "tempone" è ormai impossibile. Tommaso comincia a perdere fiducia, si ferma, il suo gps ha quasi raggiunto i 7000 di dislivello, ma andare avanti così è da pazzi. E' deciso ad abbandonare la sua sfida, la giornata che lui ha scelto gli ha tirato un brutto scherzo. Sa bene che questa giornata gli segnerà il corpo per un po' e sa bene che avrà comunque tante occasioni per ritentare la sfida in giornate più umane.  Tommaso dice basta a se stesso ma ... non riesce a dire basta al suo amico Yan, velocista ucraino trapiantato in Italia da 4 anni. Yan gli chiede di non mollare, è pronto ad assisterlo anche dovesse impiegarci altri due giorni. Tommaso, che di solito veste i panni del motivatore, è costretto così a risalire in sella. Il campione si distingue per la testa e non per le vittorie ed oggi Tommaso ci dà la prova "provata" che le vittorie non arrivano per caso. 

Sul tetto dell'Everest

Mancano sette scalate al traguardo, dai circa venti minuti a tornata, Tommaso è costretto ad abbassare il ritmo di diversi minuti. In salita rallenta e in discesa non prende più rischi. L'obbiettivo è ora chiudere l'impresa, per il gran tempo non mancheranno occasioni. L'idea di lasciare gli passa del tutto per la testa, ritorna ad essere concentrato sulla sua personale sfida contro altimetro e termometro. Tommaso porta a termine la sua dura prova intorno alle sedici, dopo 9 ore e 50 minuti davvero tosti. Nell'ultima ascesa, a dimostrazione della gran condizione, impiega il suo miglior tempo di ascesa nonostante una sua diretta sui canali social, dove i suoi tanti tifosi lo hanno incitato a distanza.

La prestazione

178 km totali

178 chilometri totali conquistati in appena 9 ore e 50 minuti, di cui 9 ore e 13 minuti in sella. Dislivello totale positivo di 8892 metri.

Un motore che fa la differenza

217 i watt medi e ben 248 i watt normalizzati. Pesante appena 62,5 kg Tommaso ha avuto una frequenza di 71 rpm spingendo rapporti dal 36-30 al 36-26.

Una fatica bestiale

8042 calorie consumate. Tommaso ha mangiato riso nella prima parte, poi barrette e gel nella fase finale. Quasi dieci i litri d'acqua bevuti ed altrettanti versati sulla testa per abbassare un po' la temperatura corporea.

Riepilogo della sfida
  • Tempo totale impiegato : 9 ore e 50 minuti
  • Tempo in movimento : 9 ore e 13 minuti
  • Distanza totale : 178 km
  • Velocità media : 19,6 km/h
  • Dislivello positivo : 8892 m
  • Frequenza cardiaca media : 144 bpm
  • Frequenza cardiaca massima : 177 bpm
  • Cadenza : 71 rpm
  • Potenza media : 217 Watt
  • Potenza media (normalizzata) : 248 Watt
  • Calorie consumate : 8042