#ILMIOGIRITALIA

Il Giro d'Italia in bicicletta di Michele Di Somma

#ILMIOGIRITALIA, così Michele Di Somma, 38 anni di Torre Annunziata, ha battezzato la sua avventura alla scoperta dell’Italia. Partito il 13 Luglio da Torre Annunziata (NA) vi ha fatto ritorno il 2 Agosto. 

Per scoprirne qualcosa di più gli abbiamo fatto un po' di domande...

Ciao Michele, perché hai scelto questo nome per la tua avventura? 

Ho chiamato questa mia avventura #ilmiogiritalia perché si tratta di un vero è proprio giro dell’Italia creato da me e che (secondo le mie ricerche) nessuno ha mai fatto. Un lento viaggio finalizzato alla scoperta di me stesso e delle bellezze d'Italia a me sconosciute.

Un viaggio di 28 giorni che ho voluto fare per mettermi alla prova e per superare le mie debolezze. Ritornato a casa sono stato, infatti, accolto come un “SUPEREROE” dal mio gruppo. È stato entusiasmante!

Quanti chilometri e quante tappe hai dovuto affrontare?

Circa 3.600km divisi in 24 tappe, per superare paure e delusioni, per attingere alla rabbia nei momenti in cui avevo bisogno di una scarica di adrenalina, stando attento a non consumarmi …sempre!

Hai viaggiato solo o lungo il percorso hai trovato compagni d’avventura?

L’intero viaggio è stato fatto in solitaria, gli incontri con altri ciclisti sono stati più rari del previsto...purtroppo!

Dei circa 17mila metri di dislivello superati, mi è capitato una sola volta di incontrare un altro ciclista che mi facesse compagnia tra le salite che da La Spezia mi portarono a Novi Ligure. Per il resto ho incrociato ciclisti che, per curiosità, mi chiedevano dove andassi e/o da dove venissi, e io stesso restavo sorpreso quando raccontavo loro del giro che stavo facendo e dell’obiettivo che volevo raggiungere … girare l’Italia coast to coast e ci sono riuscito.

Quanta determinazione occorre per affrontare un’avventura simile?

 La forza e la determinazione mentale sono stati fondamentali, ma non nego che molta di quella determinazione che mi ha portato a raggiungere, ogni volta, la meta prefissata nasceva dalla volontà di dimostrare a chi non credeva possibile un giro del genere che si sbagliava.

Hai avuto momenti di sconforto?

Le difficoltà sono state numerose, ma molte di più le emozioni e le gioie nel vedere, anche se velocemente, dei paesaggi; dei paesi e delle città stupende.

L’eccitazione di incontrare due campioni del ciclismo, quali: Silvio Martinello a Padova e Moreno Argentin a Venezia, mi faceva dimenticare della fatica e del freddo causato dalla pioggia che mi ha accompagnato fino a Venezia… quella, probabilmente, è stata la tappa più entusiasmante (l’undicesima).

Quale è stata la tappa più dura?

La tappa più difficile in assoluto è stata quella che da Sibari mi ha portato a Catanzaro centro. È stata difficile perché venivo da una nottataccia dovuta ad una invasione di zanzare che mi hanno letteralmente assalito all’interno della tenda in cui dormivo. La mattina sono letteralmente scappato da quel campeggio per dirigermi a Cropani Marina. Ma i miei piani hanno subito una brusca deviazione verso l’alto, perché il campeggio dove dovevo arrivare era rimasto chiuso perché non adeguato al covid-19 e i due B&B contattati non avevano la disponibilità di un posto per me e per la mia bici. Sono dovuto arrivare a Catanzaro centro per trovare un posto per dormire, ma ci sono arrivato dopo circa 20Km di salita fatta controvento impiegandoci circa due ore. Sono arrivato in albergo sfinito!

La tappa più bella invece?

Fortunatamente le successive tappe sono state meravigliose, ho rivisto amici che l’anno precedente avevano partecipato al Raid Pompei-Cesenatico e che mi hanno aperto le porte della loro casa e soprattutto della loro cucina…ho recuperato tutti i chili persi per strada!

Valentina, Alessandro, Antonio, Carmen, Raffaele, Rosario e Antonino sono stati coloro che mi hanno ospitato e rifocillato durante il mio passaggio attraverso il Bel Paese. Li Ringrazio con tutto il cuore perché mi hanno incoraggiato e permesso di ricaricare le mie energie e ripartire convinto che potevo farcela.

Da casa come come hanno seguito la tua avventura?

Tramite i miei canali social (FB:Michele Di Somma; Instagram e Strava: lavvocatoinbicicletta) sono stati numerosi i sostenitori che si entusiasmavano per ciò che stavo facendo, nonostante la maggior parte di loro non mi conoscesse e io non conoscevo loro…Incredibile!

Inoltre grazie all'app Ride with Alex installata sul mio smartphone avevo un localizzatore sempre attivo. Tutti  dal sito mtbonline.it/Live/ potevano conoscere la mia posizione ovvero monitorare istante per istante dove mi trovassi e  se stessi bene. L'app mi ha reso tutto molto semplice e mi ha fatto risparmiare un sacco di tempo. 

È stato un viaggio IRRIPETIBILE…ma ho in mente di farne un altro ancora più entusiasmante e avventuroso, a presto per i dettagli.

Prima di salutarci Michele ti chiediamo di svelarci alcune curiosità. Quanto tempo occorre per preparare un viaggio simile?

In realtà avevo in mente di fare un viaggio simile per festeggiare i miei quarant’anni, quindi avevo due anni per organizzarmi. Ma a causa del lockdown ho avuto modo di accelerare i tempi, documentandomi, attrezzandomi, organizzandomi e allenandomi in circa 5 mesi. Fino alla domenica prima della partenza stavo sul PC per studiare i percorsi e cercare di prevedere i possibili imprevisti … ma era impossibile!

Come ti sei preparato per quest'avventura? Quali allenamenti hai svolto?

Prima della quarantena, seguivo degli allenamenti regolari, uscendo in bici almeno 3 volte a settimana e facendo degli esercizi total body in palestra di sera, tutto ciò al fine di arrivare al meglio all’appuntamento che tanti di noi attendo ogni anno – La Pompei-Cesenatico e la Nove Colli. Purtroppo causa Covid molte manifestazioni sono state annullate, sospese o rinviate, anche la Pompei-Cesenatico è stata rinviata al 2021 così come la 9Colli, per non sprecare l’intero periodo di allenamento (da Ottobre a Marzo) fatto fino a quel momento ed ispirato dal cicloviaggio fatto da Jovanotti “nonvogliocambiarepianeta”, ho deciso di partire prima dei miei 40anni.

Quanto ti è costato affrontare questo viaggio?

Credo non molto, se consideriamo che sono partito da zero, anzi dalla sola bici. Infatti non sono un vero cicloturista, la Pompei-Cesenatico l’affronto in bici da corsa con furgone a seguito, è stato il mio primo viaggio con bagagli sulla bici. Quindi ho dovuto attrezzare la mia mtb con portaborse (anteriore e posteriore) borse e attrezzature varie, come: pompa, camere d’aria, action cam, ciclo computer, oltre a comprare qualche indumento tecnico più adatto ai lunghi viaggi e alle diverse condizioni atmosferiche nonché un nuovo paio di scarpe. A questo bisogna aggiungere il vitto e l’alloggio durante tutto il percorso. A tal proposito voglio sottolineare che cercavo di risparmiare sempre sull’alloggio “tirando sul prezzo” mentre non mi risparmiavo sul cibo… ho assaggiato i gelati di tutta Italia. In totale ho speso circa 2.200 euro

Ed infine ti chiediamo quale bici hai scelto e perché? Ti è mancata la bici da corsa e, col senno di poi, quale era la bici più adatta per intraprendere un’avventura simile?

Ho scelto la mia Mountain bike 29" della Bianchi, perché più adatta a portare bagagli e più comoda di una bdc per viaggi lunghi e di più tappe. Ma documentandomi ho visto che molti cicloviaggiatori usano la gravel, almeno recentemente. È un buon compromesso tra bici da corsa e mtb, ma era fuori dal mio badget…magari per il prossimo viaggio…chissà!

Ed infine ripercorriamone le tappe

Se avete delle domande da fare a Michele scrivetele nei commenti